Oltre 200.000 km per la cura: come Green LaMiS sta cambiando l’ultimo miglio dei servizi sociali
Testo a cura di Antonella Tagliabue, UN-GURU
Le sfide della mobilità contemporanea non possono essere affrontate solo in termini ambientali. Ridurre le emissioni è fondamentale, ma non basta. Quando si parla di servizi sociali a domicilio, la mobilità è molto più di uno spostamento: è accesso alla cura, continuità assistenziale, relazione quotidiana tra operatore e persona fragile.
La sostenibilità, quindi, non può essere solo verde. Deve essere anche sociale e inclusiva. È da questa consapevolezza che nasce Green LaMiS – Greening the Last Mile of public home Service Delivery, un progetto europeo che coinvolge i Comuni di Bergamo (Italia), Szombathely (Ungheria) e Klis (Croazia). L’obiettivo è chiaro: rendere sostenibile l’ultimo miglio della consegna dei servizi sociali a domicilio — quello che porta l’assistenza direttamente alla porta di casa di anziani e persone con disabilità.
L’ultimo miglio del welfare si muove (e molto)
Ogni giorno, operatori sociali percorrono chilometri per accompagnare persone con disabilità ai centri diurni, assistere anziani nelle abitazioni, supportare attività quotidiane come spesa e farmaci. I dati raccolti nei tre territori non descrivono solo volumi di chilometri o costi energetici. Raccontano soprattutto geografie del welfare profondamente diverse.
Bergamo è una città di circa 120mila abitanti, con un’estensione territoriale limitata (circa 40 km²). Eppure, il solo servizio di trasporto per persone con disabilità supera i 141mila km annui.
Questo dato è significativo perché in un contesto urbano relativamente compatto le distanze non sono elevate, mentre lo è la frequenza dei trasporti.
Qui la sfida non è tanto la distanza geografica, quanto l’intensità e la densità della domanda.
Molti chilometri in poco spazio significano: percorrenze ripetute, margini di ottimizzazione nelle rotte, potenziale beneficio da elettrificazione urbana, possibile riduzione delle emissioni in aree ad alta concentrazione abitativa.
Szombathely è una città di circa 75mila abitanti, ma il servizio copre anche comuni limitrofi.
Qui la mobilità supera i 50mila km annui nei servizi per persone con disabilità, a cui si aggiungono oltre 60mila km per il servizio anziani.
In questo caso, la sfida è l’equilibrio tra distanza e modalità di trasporto e la sostenibilità una questione di scelta modale.
Klis presenta una configurazione ancora diversa: qui, infatti, il dato chiave è l’erogazione del servizio da parte di volontari con mezzi propri e la frammentazione territoriale degli interventi domiciliari.
In un contesto meno urbano e più disperso:
- la pianificazione è vincolata dalla conformazione territoriale,
- la possibilità di ottimizzare le rotte è più limitata,
- il costo per intervento può essere più elevato,
- l’elettrificazione richiede valutazioni su autonomia e infrastruttura.
In questo caso la sostenibilità deve confrontarsi con la realtà fisica del territorio.
Tre territori, tre modelli di “ultimo miglio”
Se osservati insieme, i dati mostrano che a Bergamo la sfida è l’intensità urbana, a Szombathely la combinazione città-periferia e la scelta modale e a Klis è la peculiarità del servizio, le distanze e la frammentazione territoriale.
Green LaMiS, quindi, non sta testando una soluzione unica.
Sta verificando se un approccio comune basato sulla stima della carbon footprint, l’analisi economica, l’ottimizzazione delle rotte e la governance tramite Mobility Manager possa adattarsi a geografie diverse.
Queste differenze suggeriscono una riflessione importante: la sostenibilità dell’ultimo miglio dei servizi sociali non è standardizzabile. In contesti urbani compatti, l’efficienza passa dall’ottimizzazione e dall’elettrificazione. In contesti intermedi, dalla diversificazione dei mezzi. In territori dispersi, dall’equilibrio tra autonomia, costi e accessibilità.
Se confermati dai prossimi cicli di monitoraggio, questi elementi potrebbero trasformare Green LaMiS in un modello adattivo, non prescrittivo.
Ed è forse proprio questa la dimensione più interessante del progetto: dimostrare che la transizione ecologica nei servizi domiciliari non è solo una questione tecnica, ma una questione territoriale e sociale.
Green LaMiS greening the last mile of public home services delivery è un progetto finanziato dal programma Interreg CENTRAL EUROPE 2021-2027 è gestito da un consorzio di organizzazioni da: Italia (Fondazione Politecnico di Milano – Lead Partner; Consorzio Nazionale CGM; Comune di Bergamo), Ungheria (Westpannon Regional and Economic Development Public Nonprofit Ltd; Municipality of Szombathely City with County Rights; Institute for Computer Science and Control), Germania (Università of Passau) e Croazia (Eupolis Group Ltd; Municipality of Klis), mettendo a sistema il mondo della ricerca, delle cooperative, dello sviluppo territoriale e degli Enti Pubblici Territoriali. https://www.interreg-central.eu/projects/green-lamis/
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