Resto al Sud 2.0: l’incentivo per i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno
Immagine da Freepik

Resto al Sud 2.0: l’incentivo per i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno

  • data di chiusura del bando: 31-12-2026
  • stato del bando: Aperto
  • Soggetto beneficiario: Imprese

Resto al Sud 2.0 è il nuovo incentivo pubblico pensato per sostenere l’avvio di iniziative imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno. La misura mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a 356,4 milioni di euro e si rivolge ai giovani under 35 che intendono costruire il proprio futuro lavorativo nei territori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il bando è promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e gestito da Invitalia, che cura sia la fase di presentazione delle domande sia l’istruttoria e l’accompagnamento delle iniziative selezionate.

L’incentivo è destinato a giovani tra i 18 anni compiuti e i 35 anni non ancora compiuti che si trovano in una condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Possono accedere anche i beneficiari del Programma GOL (Garanzia di occupabilità dei lavoratori) e i cosiddetti “working poor”, ossia lavoratori con redditi da lavoro dipendente o autonomo tali da non generare un’imposta lorda superiore alle detrazioni previste dalla normativa fiscale vigente. Sono considerate ammissibili anche le iniziative economiche avviate nel mese precedente la presentazione della domanda, purché risultino inattive alla data di invio.

Le attività possono essere avviate in diverse forme giuridiche, tra cui lavoro autonomo, impresa individuale, società di persone, società a responsabilità limitata, cooperative, libera professione e società tra professionisti. L’obiettivo del bando è favorire l’autoimpiego e la creazione di nuove imprese in un’ampia gamma di settori economici, con l’esclusione della produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura. Sono invece ammesse attività industriali, artigianali, di trasformazione, servizi alle persone e alle imprese, turismo, commercio e attività libero-professionali, sia individuali sia in forma societaria.

Dal punto di vista delle agevolazioni, Resto al Sud 2.0 prevede un sistema misto di contributi a fondo perduto. È previsto un voucher fino a 40.000 euro, che può arrivare a 50.000 euro in presenza di specifiche condizioni legate all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale o all’acquisizione di consulenze specialistiche da parte di Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS. Per i programmi di investimento strutturati, il contributo copre il 75% delle spese ammissibili fino a un massimo di 120.000 euro, percentuale che scende al 70% per investimenti compresi tra 120.000 e 200.000 euro.

Oltre al sostegno economico, le iniziative ammesse beneficiano di servizi di accompagnamento. Invitalia fornisce un tutoring tecnico per supportare l’avvio dell’attività e la rendicontazione delle spese, mentre il tutoring gestionale, attuato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, accompagna le nuove realtà nella fase di ingresso sul mercato e nella gestione delle criticità tipiche delle startup. È inoltre prevista la possibilità di partecipare gratuitamente a corsi di formazione organizzati dall’Ente Nazionale per il Microcredito, finalizzati allo sviluppo di competenze organizzative e gestionali.

Le spese finanziabili comprendono, tra le altre, interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (entro specifici limiti), l’acquisto di macchinari e attrezzature nuove, software e servizi digitali, immobilizzazioni immateriali legate allo sviluppo di prodotti, processi e brand, nonché consulenze tecnico-specialistiche per innovazione e certificazioni ambientali o energetiche. Restano escluse, invece, spese come l’acquisto di terreni e immobili, i costi di personale, le utenze, le locazioni, il leasing e le consulenze non specialistiche.


La presentazione delle domande avviene esclusivamente online attraverso l’area personale del sito di Invitalia. 

 

Le domande vengono valutate da Invitalia entro 90 giorni dalla presentazione, secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili. Non sono previste graduatorie: l’assegnazione delle agevolazioni avviene fino a esaurimento dei fondi.

L’accesso alla piattaforma richiede un’identità digitale (SPID, CNS o CIE), il possesso di una firma digitale e di una casella di posta elettronica certificata (PEC). L’invio finale deve essere effettuato dal titolare o legale rappresentante dell’iniziativa.

 

 

Per maggiori informazioni:

Resto al Sud 2.0

 

Dicono di noi...