Il futuro resiliente: superare i confini e capitalizzare
Testo a cura di Antonella Tagliabue, UN-GURU
A fine maggio a Vienna si è tenuta la conferenza From Results to Impact: Cooperation Takes Synergies Forward, organizzata nell’ambito del programma Interreg CENTRAL EUROPE (1). L’evento ha riunito autorità di gestione, esperti e beneficiari di progetti per discutere su come rafforzare la capitalizzazione dei risultati e aumentare l’impatto reale della cooperazione europea. Al centro dell’attenzione la moltiplicazione dell’impatto, il coinvolgimento di nuovi territori e settori, e il trasferimento dei risultati a livello politico e operativo.
Nonostante decenni di cooperazione europea, l’Europa centrale continua a subire le conseguenze delle barriere di confine, che limitano la circolazione di persone, beni, servizi e soluzioni. Secondo le ultime stime, gli ostacoli transfrontalieri costano ogni anno 458 miliardi di euro, pari al 3% del PIL europeo, e determinano la perdita di oltre 6 milioni di posti di lavoro, ovvero il 3% dell’occupazione complessiva. Inoltre, le risposte locali ai problemi comuni – come il cambiamento climatico, la mobilità sostenibile o l’accesso equo ai servizi – spesso restano confinate nei territori dove sono nate, senza riuscire a propagarsi nell’intera area centro-europea.
Green LAMIS: innovazione sostenibile nell’ultimo miglio dei servizi sociali
In questo contesto si inserisce Green LAMIS (Greening the Last Mile of Social Services), un progetto cofinanziato da Interreg CENTRAL EUROPE (2), che affronta in modo innovativo la sostenibilità ambientale nell’erogazione dei servizi sociali. Spesso, infatti, la fase finale della consegna – l’“ultimo miglio” – è quella più complessa, dispendiosa e inquinante, specialmente nelle aree periferiche, a bassa densità o con popolazioni fragili.
Green LAMIS mira a rendere questa fase più efficiente, ecologica e resiliente attraverso una serie di azioni integrate:
- riprogettazione della mobilità per operatori sociali;
- logistica sostenibile per la consegna di beni essenziali (farmaci, cibo, ausili);
- riduzione della carbon footprint degli edifici e delle strutture di welfare;
- pianificazione territoriale consapevole del cambiamento climatico, con strategie di adattamento locali;
- strumenti digitali per la pianificazione e il monitoraggio, come applicazioni per la gestione dei tragitti o il tracciamento delle emissioni.
Il progetto rappresenta un punto di contatto tra welfare, ambiente e innovazione, e si propone di trasformare l’ultimo miglio dei servizi sociali da punto critico a leva strategica per la transizione verde.
La sostenibilità richiede visione, continuità e cooperazione
I progetti che affrontano temi come la sostenibilità ambientale, la mobilità verde e la modernizzazione delle infrastrutture sociali non possono prescindere da una visione di lungo periodo. Interventi strutturali di questo tipo non si esauriscono nei tempi brevi di un singolo progetto europeo: per essere efficaci e trasformativi, richiedono coerenza strategica, replicabilità in contesti diversi e un forte ancoraggio istituzionale.
In particolare:
- le infrastrutture verdi e le reti di trasporto sostenibile hanno bisogno di continuità nel tempo, sia in termini di finanziamenti che di supporto politico;
- le soluzioni testate con successo a livello locale devono essere replicate e adattate in altre aree, soprattutto quelle più vulnerabili o marginali;
- la collaborazione transnazionale è fondamentale per evitare frammentazioni, condividere esperienze e creare standard comuni;
- il coinvolgimento di nuovi attori e territori, anche attraverso bandi dedicati alla capitalizzazione, è l’unico modo per superare la logica sperimentale e istituzionalizzare l’innovazione.
Green LAMIS si distingue proprio perché risponde a tutti questi requisiti: propone modelli integrabili, flessibili, scalabili e capaci di interfacciarsi sia con le politiche urbane che con i bisogni delle comunità locali.
Capitalizzazione: la chiave per moltiplicare l’impatto
Green LAMIS è infatti un esempio emblematico di come la capitalizzazione possa trasformare un buon progetto in un motore di cambiamento sistemico. Secondo Interreg la capitalizzazione dei progetti nasce dall’integrazione dei progetti stessi, ma anche di nuove aree territoriali, settori o gruppi target. Inoltre, occorre adattare gli output sia verso l’alto (policy making) che verso il basso (nuove applicazioni pratiche).
Anche in questo caso Green LAMIS rappresenta un caso virtuoso per il collegamento diretto con progetti sulla mobilità sostenibile, la possibilità di creare sinergie con iniziative di adattamento climatico nei servizi pubblici, diffondere modelli replicabili in territori, Terzo Settore) in reti di cooperazione permanente.
Con l’obiettivo di superare le barriere e costruire soluzioni comuni per sfide condivise, il progetto può diventare un modello pilota di transizione verde nei servizi di welfare, promuovendo:
- la giustizia climatica, garantendo che anche le persone vulnerabili abbiano accesso a servizi resilienti;
- nuovi standard di sostenibilità nell’organizzazione logistica dei servizi pubblici;
- una piattaforma di cooperazione permanente tra città, regioni e stakeholder sociali.
Oltre il singolo progetto, verso una trasformazione strutturale
C’è un grande bisogno di soluzioni scalabili, condivise e radicate nei territori, capaci di superare le barriere fisiche e amministrative ancora presenti. Green LAMIS dimostra che la transizione verde e l’innovazione sociale non devono viaggiare su binari separati, ma possono unirsi per creare una nuova generazione di politiche pubbliche.
La capitalizzazione è lo strumento che consente di fare questo salto: non solo replicare ciò che funziona, ma adattarlo, combinarlo, ampliarlo, per rispondere in modo più efficace e sostenibile ai bisogni di comunità sempre più interconnesse e vulnerabili.
Occorre superare la logica del singolo progetto e favorire una visione concreta di cooperazione trasformativa, capace di ispirare politiche europee più eque, verdi e integrate, e di costruire ponti là dove oggi esistono ancora confini. Tutto ciò è particolarmente vero quando si parla di sostenibilità. La sostenibilità non è un intervento isolato, ma un processo collettivo, continuo e replicabile, alimentato dalla volontà di costruire un futuro migliore per tutti, ognuno incluso.
(1) Interreg è un'iniziativa dell'Unione Europea nata nel 1990 con l’obiettivo di promuovere la cooperazione territoriale tra Stati membri, superando i confini amministrativi per affrontare sfide comuni. Fa parte della politica di coesione dell’UE ed è finanziata attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
Interreg sostiene progetti che uniscono regioni e comunità di diversi Paesi europei per lavorare insieme su temi strategici come:
- Sostenibilità ambientale e resilienza climatica
- Mobilità e infrastrutture verdi
- Innovazione e digitalizzazione
- Inclusione sociale e accesso ai servizi
- Sviluppo territoriale integrato
Interreg si articola in tre grandi tipologie di cooperazione:
- Transfrontaliera (Interreg A) – tra regioni confinanti di due o più Stati membri (es. Italia-Austria, Polonia-Germania);
- Transnazionale (Interreg B) – tra ampie aree geografiche europee che condividono sfide simili (es. Europa centrale, Adriatico-Ionico, Baltico);
- Interregionale (Interreg C) – per il confronto e lo scambio di buone pratiche tra tutte le regioni europee, indipendentemente dalla contiguità territoriale.
(2) Il progetto Green LAMIS si inserisce nel programma Interreg CENTRAL EUROPE, che coinvolge 9 Paesi: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Questo programma mira a rafforzare la coesione e la competitività dell’Europa centrale, promuovendo uno sviluppo sostenibile e integrato.
Interreg CENTRAL EUROPE finanzia progetti che affrontano sfide condivise come:
- Cambiamento climatico e transizione verde
- Mobilità sostenibile e accessibilità nelle aree periferiche
- Innovazione sociale e digitale
- Governance e cooperazione tra istituzioni
In particolare Green LAMIS finanziato dal programma Interreg CENTRAL EUROPE 2021-2027 è gestito da un consorzio di organizzazioni da: Italia (Fondazione Politecnico di Milano – Lead Partner; Consorzio Nazionale CGM; Comune di Bergamo), Ungheria (Westpannon Regional and Economic Development Public Nonprofit Ltd; Municipality of Szombathely City with County Rights; Institute for Computer Science and Control), Germania (Università of Passau) e Croazia (Eupolis Group Ltd; Municipality of Klis), mettendo a sistema il mondo della ricerca, delle cooperative, dello sviluppo territoriale e degli Enti Pubblici Territoriali.
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