Dalla formazione all’impatto: il modello Foncoop che crea valore. Intervista a Gianfranco De Simone

Dalla formazione all’impatto: il modello Foncoop che crea valore. Intervista a Gianfranco De Simone

Per molto tempo la formazione è rimasta intrappolata in una dimensione quasi automatica, percepita come un passaggio obbligato nella vita delle organizzazioni. Un insieme di corsi da programmare, ore da erogare, obiettivi da spuntare. Una pratica necessaria, certo, ma raramente interrogata fino in fondo. Eppure, osservando da vicino alcune esperienze, questa visione appare sempre più insufficiente. Tra queste, quella di Foncoop suggerisce con chiarezza che la formazione può essere qualcosa di radicalmente diverso: non un costo né un rito burocratico, ma una leva capace di generare valore reale e misurabile.

Foncoop è il fondo interprofessionale per la formazione continua promosso da Agci, Legacoop e Confcooperative insieme alle principali organizzazioni sindacali — CGIL, CISL e UIL. Il suo modello operativo si fonda su un meccanismo tanto semplice quanto efficace: consente alle imprese di destinare una quota dei contributi già versati all’INPS al rafforzamento delle competenze dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici. Una possibilità che, se utilizzata in modo strategico, può incidere profondamente sulla crescita e sullo sviluppo delle organizzazioni, trasformando la formazione in uno strumento efficace per favorire innovazione, qualificazione professionale e capacità di adattamento, in particolare nel contesto cooperativo e nel più ampio perimetro dell’economia sociale.

È proprio a partire da questa evidenza che prende forma la riflessione di Gianfranco De Simone, economista e Direttore Generale di Foncoop: la formazione non può più essere considerata efficace “per definizione”. La cosiddetta presunzione di beneficio — l’idea che ogni intervento produca automaticamente valore — lascia spazio a un’esigenza più stringente: capire cosa funziona davvero e perché.

 

Dalla formazione all’apprendimento: misurare ciò che conta

Da qui nasce un primo cambiamento di prospettiva. Non si tratta più di “erogare formazione”, ma di attivare processi di apprendimento. La differenza non è solo terminologica. Parlare di apprendimento significa riconoscere un ruolo attivo alle persone e, allo stesso tempo, immaginare le organizzazioni come sistemi dinamici, capaci di evolvere nel tempo. In questa logica, la crescita individuale e quella organizzativa si intrecciano: le imprese si trasformano solo se cambiano le competenze e gli sguardi di chi le abita.

I dati emersi dalla ricerca condotta con Open Impact, spin-off dell’Università Milano-Bicocca, forniscono una prova empirica dell'efficacia di questo approccio. L'analisi sull'Avviso 48 Strategico "Innovazione e Sostenibilità" ha rivelato uno SROI straordinario: ogni euro investito ha prodotto un valore sociale di 2,5 euro. Un valore che non si limita al perimetro aziendale, ma che genera benefici a cascata su tutto l’ecosistema territoriale e sociale.

 

Il metodo: analisi, impatto e risultati concreti

A rendere possibile questo risultato è anche il metodo adottato. I percorsi formativi non iniziano immediatamente con le attività in aula, ma prevedono una fase preliminare di analisi approfondita. Le organizzazioni hanno il tempo e le risorse per interrogarsi sui propri bisogni, per leggere il contesto in cui operano, per individuare con precisione le competenze mancanti. Solo dopo questa fase di approfondimento si passa alla progettazione vera e propria.

Questo passaggio, apparentemente più lento, si rivela in realtà decisivo. Permette di correggere la rotta prima ancora di iniziare, riducendo in modo significativo il rischio di inefficacia, dimezzando la probabilità di sviluppare percorsi formativi poco utili, aumentando invece la coerenza tra bisogni reali e soluzioni proposte.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda gli effetti che si generano all’interno delle organizzazioni. L’analisi mette in luce una relazione stretta tra sviluppo delle competenze lavorative e benessere individuale. Le persone apprendono meglio quando operano in contesti positivi e collaborativi; allo stesso tempo, sentirsi più competenti aumenta la sicurezza e migliora il clima interno. Si crea così un circolo virtuoso in cui competenze e benessere si rafforzano reciprocamente.

Questo equilibrio produce risultati tangibili anche sul piano organizzativo. In molti casi, le imprese coinvolte riconoscono di aver sviluppato nuove soluzioni di business, nuovi servizi o nuovi prodotti proprio grazie ai percorsi attivati. La formazione, quindi, non si limita a migliorare ciò che già esiste, ma diventa un motore di innovazione.

 

Verso una cultura dell’impatto

Guardando avanti, l'esperienza di Foncoop apre a una prospettiva più ampia: rendere la valutazione dell’impatto una pratica sistematica. L’obiettivo è duplice: da un lato, migliorare continuamente la qualità degli interventi; dall’altro, diffondere una cultura dell’impatto che coinvolga tutti gli attori — imprese, lavoratori, enti di formazione.

Questa evoluzione richiede attenzione a diversi aspetti. È necessario, ad esempio, evitare che la valutazione diventi un peso burocratico o produca effetti distorsivi sui comportamenti. Allo stesso tempo, diventa fondamentale valorizzare i dati già disponibili, integrando le informazioni provenienti da fonti diverse, e adottare approcci metodologici capaci di tenere insieme numeri e interpretazioni: misurare i risultati, ma anche comprenderne le cause.

In questo percorso, la valutazione smette di essere percepita come un giudizio esterno e assume un significato diverso: diventa uno strumento di apprendimento condiviso. Un modo per capire meglio cosa si sta facendo e come migliorarlo, lungo una traiettoria che riguarda non solo le singole organizzazioni, ma l’intero ecosistema in cui operano.

È qui che la formazione cambia definitivamente natura. Non più obbligo da assolvere, ma infrastruttura sociale: uno spazio in cui si costruiscono competenze, si rafforzano relazioni e si generano condizioni per uno sviluppo più sostenibile. In questa prospettiva, investire nella formazione significa investire nella capacità collettiva di affrontare l’incertezza del futuro e trasformarla in opportunità.

 

Ascolta il podcast o guarda il video qui sotto

 

 

Chi è Gianfranco De Simone? Economista con una solida esperienza nella ricerca educativa, ha maturato competenze nella valutazione delle politiche pubbliche e nella direzione di team di ricerca. Ha diretto l’Area Ricerche della Fondazione Agnelli, tra i principali centri italiani di studio sulle politiche dell’istruzione, ed è stato ricercatore in istituzioni accademiche in Italia e all’estero. Nel 2023 ha fondato l’Evaluation Lab del Fondo per la Repubblica Digitale, unità dedicata alla valutazione d’impatto. Ha ideato strumenti digitali per l’orientamento e l’innovazione educativa e contribuito al dibattito scientifico su competenze, formazione e sviluppo del capitale umano.
Dal 2024 è Direttore Generale di Foncoop.

 

Articolo a cura di Innovazione Sociale
Videointervista a cura di Antonella Tagliabue, UN-GURU

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