Giustizia minorile: da “Cambio rotta” le nuove policy per il reinserimento dei minori autori di reato
Fonte Con I Bambini

Giustizia minorile: da “Cambio rotta” le nuove policy per il reinserimento dei minori autori di reato

Presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si è tenuto il convegno “Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile”, promosso a partire dall’omonimo bando di Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in collaborazione con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto pubblico sui risultati conseguiti dai 17 progetti selezionati nel 2021, finalizzati a sostenere percorsi di reinserimento sociale per minorenni autori di reato. Allo stesso tempo, ha contribuito a porre le basi per garantire continuità alle esperienze attivate su gran parte del territorio nazionale.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato e consegnato al capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità il documento contenente gli “orientamenti di policy per i minorenni e le minorenni autori di reato frutto delle esperienze del bando Cambio rotta”. Questo documento nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto gli enti del Terzo settore partner dei progetti. Attraverso comunità di pratiche e laboratori di scrittura condivisa, sono state individuate le principali sfide della giustizia minorile e le possibili modalità di intervento, a partire dalle esperienze sperimentate. Tra queste: la definizione di protocolli operativi territoriali basati sulla multi-professionalità, il rafforzamento della collaborazione tra Terzo settore e USSM, e la sperimentazione di modelli educativi innovativi che spaziano dalla musica al teatro, dalla scrittura all’arte, fino ad attività in natura, esperienze agricole, percorsi residenziali, cammini e iniziative di rigenerazione urbana.  Non sono mancate azioni rivolte alle famiglie, sebbene persistano difficoltà nel loro coinvolgimento, soprattutto nelle attività di gruppo.

 

Grazie a un investimento complessivo di 14,5 milioni di euro, i progetti hanno coinvolto oltre 3.000 ragazzi e ragazze, promuovendo interventi personalizzati in grado di agire su diverse dimensioni della crescita: educativa, sociale, formativa, lavorativa e familiare. Questo approccio integrato è stato reso possibile dalla collaborazione tra circa 370 enti del Terzo settore, gli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM) e i servizi sociali territoriali

 

Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda l’introduzione di nuove modalità operative condivise con gli USSM, basate sulla co-progettazione dei percorsi destinati ai minori autori di reato. Tale lavoro congiunto ha generato sinergie positive, contribuendo a migliorare sia l’efficacia delle prese in carico sia la qualità complessiva degli interventi.

Durante il convegno è stato inoltre sottolineato come, in un contesto caratterizzato da crescenti fragilità sociali, educative e relazionali, e da una maggiore complessità dei bisogni dei giovani coinvolti nei circuiti della giustizia minorile, sia sempre più necessario promuovere modelli di intervento integrati e personalizzati. In Italia, secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2026, sono circa 19.500 i minori e i giovani adulti coinvolti in procedimenti penali e seguiti dagli USSM. Il fenomeno riguarda prevalentemente i maschi (91%) e si concentra soprattutto nella fascia d’età tra i 15 e i 17 anni. I reati più frequenti sono quelli contro il patrimonio (36%) e contro la persona (31%), evidenziando una crescente complessità delle traiettorie di devianza minorile, spesso legate a condizioni di marginalità sociale, fragilità educativa e contesti familiari difficili.

“I risultati del bando ‘Cambio rotta’ dimostrano che è possibile costruire percorsi concreti di reinserimento per i ragazzi che entrano nel circuito della giustizia minorile, mettendo al centro la persona e le sue potenzialità - ha dichiarato Marco Rossi Doria, presidente di Con i bambini - La co-progettazione tra pubblico e privato sociale, l’approccio multidisciplinare e il coinvolgimento delle comunità educanti rappresentano elementi decisivi per contrastare la recidiva e offrire nuove opportunità. In un contesto segnato da crescenti disuguaglianze educative e sociali, è fondamentale continuare a investire in interventi strutturati e duraturi, capaci di incidere realmente sulle traiettorie di vita dei giovani”

Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare nel coinvolgimento delle famiglie, spesso caratterizzate da condizioni di multi-problematicità e da una diffidenza nei confronti dei servizi, che rende più complesso attivare percorsi partecipativi strutturati. Il convegno ha quindi rappresentato soprattutto un momento di rilancio dell’impegno condiviso verso un sistema di giustizia minorile sempre più orientato all’inclusione, alla responsabilizzazione e alla creazione di opportunità concrete per i giovani.

 

Qui il documento

 

 

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