“5 passi verso la progettazione europea”. Navigare sicuri nel mondo dei bandi: il ruolo del Consulente
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“5 passi verso la progettazione europea”. Navigare sicuri nel mondo dei bandi: il ruolo del Consulente

 Testo a cura di Ilaria Rudisi

Siamo giunti alla quinta e ultima puntata del nostro spazio di approfondimento dedicato al mondo dei bandi di finanziamento, strumenti estremamente preziosi nonostante la loro complessità. Ed è proprio per la loro complessità che l'intervento di un professionista a nostro supporto può davvero segnare lo spartiacque tra il provarci e il riuscirci. È dunque alla fondamentale figura del Consulente – e a come collaborare efficacemente quando vogliamo partecipare ad un bando - che andremo ad affidare la conclusione del nostro percorso di scoperta.

Quando ci si rivolge ad un consulente, non basta conoscere le basi del suo lavoro: è fondamentale capire che ogni intervento richiede un metodo su misura, adattato alle specifiche esigenze. Inoltre, per ottenere risultati davvero efficaci, è altrettanto importante costruire un buon rapporto personale, fatto di fiducia e collaborazione. Naturalmente, è essenziale scegliere professionisti competenti, con un background solido e comprovato, che garantiscano un approccio qualificato e orientato al successo.

 

Vediamo dunque insieme la “Carta del Consulente”, un vademecum in sette punti per gestire la relazione con il Consulente e sfruttarne il potenziale strategico che può portare all’interno dell’organizzazione:

 1. Il Consulente è un alleato, non un intruso

Il Consulente non è un “osservatore esterno” in cerca di difetti o punti deboli, bensì un alleato, una figura che lavora fianco a fianco con l’organizzazione per supportarla nel raggiungimento degli obiettivi prefissati quando si decide di intraprendere un percorso strategico per la partecipazione ai bandi e/o per la ricerca di finanziamenti per i progetti che si intendono sviluppare. La sua presenza dovrebbe essere vista come un’opportunità per crescere e migliorare, non certo come una minaccia.

2. Il Consulente è un membro della squadra

Per raggiungere il successo, il Consulente deve essere integrato nel team. Lavorare insieme ad un consulente è un gioco di squadra: solo attraverso una collaborazione stretta e coordinata si possono ottenere risultati concreti. Egli, da solo, non può portare il progetto al successo; è necessario, infatti, il coinvolgimento attivo dell’organizzazione. Pensare di incaricare un consulente e delegare significa non aver compreso il suo ruolo strategico. Il Consulente affianca, guida, scrive ma non potrà mai sostituirsi allo staff interno.

3. Il Consulente va coinvolto sin dall’inizio del progetto

Spesso si tende a chiamare il Consulente solo quando sorgono problemi o ci si trova bloccati nella gestione dei bandi. Questo approccio limita le sue potenzialità e può complicare il percorso. Coinvolgerlo fin dall’inizio, già nella fase di progettazione, è invece fondamentale per ricevere un supporto strategico completo e prevenire possibili criticità. È altrettanto importante interpellare il Consulente durante il processo, prima che si verifichino errori evitabili, anziché correre ai ripari quando il danno è già fatto.

4. Il Consulente porta valore e innovazione all’interno dell’organizzazione

Il Consulente non è solo un esperto esterno, ma un vero e proprio “facilitatore di cambiamento”. Grazie al suo know-how e alla sua esperienza, è infatti in grado di stimolare processi bottom-up, promuovere nuove idee e contribuire all’innovazione dell’organizzazione. Il suo ruolo è quello di aiutare a costruire competenze all’interno del team e di migliorare le dinamiche organizzative in modo duraturo.

5. Il Consulente è una risorsa esterna, non un dipendente

Pur collaborando strettamente con l’organizzazione, il Consulente rimane una risorsa esterna ad essa. Ciò lo rende portatore di un punto di vista indipendente, libero da eventuali dinamiche interne. È fondamentale dunque rispettarne il ruolo e non considerarlo un sostituto dei dipendenti: il Consulente è un valore aggiunto, capace di osservare l’organizzazione con uno sguardo fresco e obiettivo.

6. Il Consulente va riconosciuto anche economicamente

Nel campo della progettazione europea e della consulenza, l’expertise ha un valore economico. È quindi necessario riconoscere adeguatamente l’apporto del Consulente anche dal punto di vista economico. Una giusta valorizzazione economica è sinonimo di rispetto per il lavoro e l’impegno profusi, oltre a garantire una collaborazione di qualità.

7. Il Consulente è un investimento pro futuro

Lavorare con un Consulente non è solo un costo, ma un vero e proprio investimento per il futuro dell’organizzazione. Le competenze, le strategie e i processi che il Consulente apporta restano nel tempo, contribuendo a rafforzare l’organizzazione e a renderla più competitiva e preparata per le sfide future.

 

Ilaria Rudisi consulente

Ilaria Rudisi

 

Eccoci dunque alla fine di questo viaggio in cinque tappe che, un passo alla volta, ci ha portati ad approcciarci con maggior consapevolezza ad un dispositivo, quello dei bandi di finanziamento, che può realmente fare la differenza nella realizzazione dei nostri progetti. E non è un caso se l'ultimo passo ha voluto condurci proprio verso la scoperta di una figura professionale così centrale quando parliamo di bandi, quella del Consulente.

Ad accompagnarci lungo tutto questo viaggio, raccontandoci in prima persona non solo il mondo della progettazione ma anche gli aspetti salienti del suo lavoro, è stata infatti una professionista che ha fatto della consulenza e del sostegno ad imprese e organizzazioni (tra cui PMI, startup, università, enti pubblici e realtà del Terzo Settore) la sua missione, aiutandole a raggiungere obiettivi e a realizzare progetti: Ilaria Rudisi.

Laureata in Legge con specializzazioni in Diritto Amministrativo ed Europeo, Ilaria Rudisi è consulente di bandi di finanziamento europei e nazionali e di finanza agevolata. Dal 2014 lavora a stretto contatto col mondo del Diritto Amministrativo Europeo, accompagnando molteplici realtà in Italia e in Europa lungo l’intero percorso dei grants europei e promuovendo un approccio strategico e sostenibile alla gestione dei progetti. Dal 2020 è CEO di Nami Evolution, società di consulenza per i finanziamenti europei e nazionali, che l'ha portata a dar vita nel 2023 al progetto Dinamica Europa, una guida in formato podcast alla scoperta dei bandi e di tutto ciò che vi ruota intorno.

 

Come operano Ilaria Rudisi e il team di Nami Evolution

Europei, ministeriali, regionali, PNRR, di fondazioni nazionali ed europee, per startup: le agevolazioni e i fondi per aiutarci a concretizzare i nostri progetti sono molti, spesso complessi e di difficile navigabilità. Qui entra in campo la figura del Consulente.

Cosa finanziano i bandi? Quante possibilità di finanziamento esistono? Cosa fare per sviluppare un'idea di progetto? Quale strada è meglio percorrere? Dalla ricerca della soluzione più adeguata alla definizione della strategia da adottare, fino alla redazione del progetto e alla supervisione delle procedure successive al finanziamento, i consulenti di Nami Evolution forniscono un supporto completo e personalizzato. Questo approccio consente di individuare e intraprendere il percorso più idoneo per raggiungere gli obiettivi di finanziamento e le agevolazioni più adatte, che si tratti di un’azienda, una startup, un ente di ricerca o un’organizzazione del Terzo Settore.

 

Vuoi saperne di più? Contatta Ilaria Rudisi e il suo team per esplorare e analizzare le tue necessità di crescita e sviluppo 

 

 

Per approfondire:

"5 passi verso la progettazione europea"

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