Crescere nei Piccoli Comuni 2026: 50 milioni per servizi e attività a favore delle famiglie
- data di chiusura del bando: 29-09-2026
- stato del bando: Aperto
- Soggetto beneficiario: Terzo settore, Ente pubblico
Il Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato l’Avviso non competitivo “Crescere nei Piccoli Comuni”, rivolto ai Comuni italiani con popolazione fino a 5.000 abitanti, per sostenere iniziative finalizzate a migliorare i servizi e le attività rivolte alle famiglie.
Il bando mette complessivamente a disposizione 50 milioni di euro, a valere sul Fondo per le politiche della famiglia per l’annualità 2026. Le risorse sono destinate al rafforzamento dei servizi di prossimità e delle opportunità educative, sociali e relazionali per le famiglie, con particolare attenzione a bambini e adolescenti e alla promozione delle relazioni intergenerazionali.
L’iniziativa nasce dalla considerazione delle specifiche esigenze dei Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di servizi di prossimità, spazi di aggregazione e opportunità educative, sociali e relazionali. Il rafforzamento di questi interventi viene inoltre collegato al benessere delle comunità locali, all’attrattività dei territori e alla capacità di contrastare i fenomeni di spopolamento.
Cosa finanzia il bando e chi può partecipare
I Comuni interessati devono scegliere almeno una delle due tipologie di iniziativa previste dall’Avviso.
La prima riguarda attività educative, ricreative, culturali, sportive e di socializzazione rivolte a bambini e adolescenti, con particolare riguardo alla fascia di età compresa tra 0 e 14 anni.
La seconda riguarda iniziative intergenerazionali per l’aggregazione e le attività extrascolastiche, finalizzate a favorire lo scambio di competenze ed esperienze tra generazioni e a rafforzare le relazioni comunitarie.
Ciascuna iniziativa deve prevedere il coinvolgimento di almeno 15 minori residenti di età compresa tra 0 e 14 anni. Le attività possono essere realizzate dal singolo Comune oppure in forma associata tra Comuni che abbiano stipulato una Convenzione ai sensi dell’articolo 30 del TUEL, purché ciascun Comune coinvolto rispetti il requisito della popolazione. I Comuni, sia singolarmente sia in forma associata, possono inoltre avvalersi degli enti del Terzo settore, anche attraverso gli strumenti di amministrazione condivisa previsti dal Codice del Terzo settore.
Possono manifestare interesse al finanziamento i Comuni italiani con popolazione residente pari o inferiore a 5.000 abitanti, sulla base della rilevazione ISTAT del 1° gennaio 2025. Sono esclusi i Comuni che ricadono nei territori delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Qui l'elenco dei Comuni.
L’Avviso non prevede una procedura competitiva. Le risorse saranno ripartite tra i Comuni ammessi sulla base della rispettiva popolazione residente, secondo i dati ISTAT indicati nell’Avviso e con riferimento alle iniziative previste
L’elenco definitivo dei Comuni beneficiari, con l’indicazione dell’importo spettante a ciascuno, sarà approvato con decreto del Capo del Dipartimento per le Politiche della famiglia. Il finanziamento sarà quindi erogato in un’unica soluzione a ciascun Comune beneficiario, successivamente alla registrazione del decreto da parte degli organi di controllo.
Realizzazione delle attività e modalità di presentazione
I Comuni beneficiari dovranno realizzare le attività finanziate entro 12 mesi dalla comunicazione dell’avvenuta registrazione del decreto di approvazione dell’elenco dei beneficiari.
Il Dipartimento per le Politiche della famiglia verificherà l’utilizzo delle risorse e il conseguimento dei risultati attraverso i dati e la documentazione inseriti nell’applicativo informatico dedicato. I Comuni dovranno trasmettere gli atti relativi all’impegno delle risorse e le documentazioni delle spese sostenute, una relazione sulle attività realizzate, sui destinatari e sui risultati conseguiti, oltre alle eventuali ulteriori informazioni richieste dal Dipartimento.
È prevista anche la raccolta e valorizzazione delle buone pratiche sviluppate, ai fini della loro diffusione e replicabilità a livello nazionale.
La manifestazione di interesse deve essere presentata utilizzando l’apposito modello disponibile sul sito del Dipartimento per le Politiche della famiglia e inviato esclusivamente tramite PEC. La scadenza per la presentazione è fissata al 29 settembre 2026
Per maggiori informazioni:
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