Sport e inclusione: 15 progetti per riattivare spazi e comunità nel Sud
Per molte persone praticare sport significa prima di tutto avere a disposizione un luogo accessibile, attività gratuite e una rete capace di accompagnare anche chi vive situazioni di fragilità. Quando queste condizioni mancano, l'attività fisica rischia invece di diventare una possibilità riservata a chi può permettersela.
È da questa esigenza che prende avvio il programma Sport e inclusione della Fondazione con il Sud, che mette a disposizione 4 milioni di euro per sostenere 15 progetti in Campania, Sicilia, Puglia, Sardegna e Basilicata. Le iniziative coinvolgeranno circa 4000 persone e prevedono complessivamente oltre 35 mila ore di attività sportive, insieme a percorsi educativi, iniziative per la salute, formazione e occasioni di partecipazione alla vita delle comunità.
Il programma interviene in territori nei quali l'accesso allo sport continua a essere condizionato anche dalla disponibilità di strutture adeguate. I progetti prevedono infatti il recupero e la riattivazione di spazi pubblici e strutture oggi inutilizzate, sottoutilizzate o da riqualificare, trasformandoli in luoghi nei quali praticare attività sportive ma anche costruire relazioni.
Le discipline proposte sono molto diverse: dall'atletica alle arti marziali, dagli sport di squadra alla ginnastica dolce, dal calcio sociale allo yoga, fino a trekking, hockey, rugby, attività acquatiche e discipline adattate alle persone con disabilità.
Dai campi sportivi ai luoghi di comunità
La varietà degli interventi emerge anche dai 15 progetti selezionati. In Sicilia, per esempio, P.A.S.S.I. porterà attività sportive gratuite e non competitive tra Monreale e Palermo, coinvolgendo circa 1000 persone con fragilità e affiancando allo sport iniziative educative, interculturali e intergenerazionali. A Palermo, Calciando in rete utilizzerà invece due palestre come presìdi territoriali e coinvolgerà giovani e famiglie anche attraverso un torneo itinerante nei quartieri della città. A Canicattì, RE CANICATTÌ punta sulla trasformazione del Parco Robinson in uno spazio sicuro e accessibile, mentre a Trapani MOVE coinvolgerà 450 persone nella riqualificazione e animazione di due strutture attraverso sport, attività educative e iniziative di comunità.
In Puglia, Batti 5! a Bari lavorerà sulla rigenerazione del Campo Mirko Variato, coinvolgendo 100 minori e 40 genitori e formando anche adolescenti come peer educator e facilitatori. A Brindisi, Sant'Elia – Scuola di sport popolare interesserà circa 250 giovani e utilizzerà lo sport per accompagnare minori a rischio, NEET e famiglie in difficoltà. A Lecce, il progetto S.O.S.I.A. porterà invece attività sportive e motorie in un'area che comprende i quartieri Rudiae, Ferrovia e San Pio, con una particolare attenzione anche alle attività inclusive e adattate.
In Sardegna, Città in Movimento interverrà in diversi spazi dei quartieri San Donato, Sant'Apollinare e Valle del Rosello a Sassari, rivolgendosi tra gli altri a minori, NEET, donne, anziani, persone con disabilità e migranti. A Pirri, nell'area di Cagliari, Sport e Inclusione nel Patto Educativo di Comunità accompagnerà la riqualificazione della palestra della scuola Dante Alighieri e del teatro multifunzionale, affiancando alle attività sportive anche il circo sociale, percorsi espressivi e iniziative negli spazi pubblici.
La Campania concentra cinque degli interventi finanziati. A Casalnuovo di Napoli EduSport – RigenerAzione in Campo trasformerà un'area di circa 2500 metri quadrati, nata come spazio per il gioco delle bocce, in un nuovo punto di riferimento per giovani in condizioni di vulnerabilità. Tra Ercolano, San Giorgio a Cremano e Portici, Reti in Gioco – Palestre di Comunità coinvolgerà 150 persone fragili attraverso attività motorie, campagne sui corretti stili di vita e iniziative di prevenzione. SportivaMente Insieme, tra diversi comuni dell'area di Avellino, lavorerà invece attraverso quattro hub sportivi di comunità, con attività accessibili e 12 giornate gratuite di screening. A Salerno, SALERNOinSPORT porterà attività gratuite in aree sportive, parchi urbani e strutture multifunzionali, mentre a Napoli Sport Rigenerativo – La Periferia al Centro unirà la riqualificazione della palestra dell'ISIS Archimede e di Nives Farm a un programma di attività motorie, inclusione e promozione di stili di vita sani.
Completa il quadro SIR – Sport, Inclusione e Rigenerazione a Potenza, in Basilicata, che coinvolgerà circa 200 residenti in condizioni di vulnerabilità attraverso la riqualificazione di un'area sportiva comunale tra Macchia Romana e Cocuzzo.
Sport, formazione e partecipazione
I progetti non si limitano alla pratica sportiva. Una parte significativa delle attività riguarda infatti la formazione di nuove figure e il rafforzamento delle competenze presenti sul territorio. Sono oltre 200 le persone che saranno coinvolte in percorsi formativi, tra istruttori, animatori, operatori sociali e giovani.
In diversi interventi sono inoltre previsti percorsi verso l'occupazione, tirocini e nuove opportunità professionali. Il progetto di Sassari, per esempio, prevede la formazione di operatori e sei tirocini; quello di Brindisi punta a certificare 15 operatori, con sette persone destinate a essere inserite in attività lavorative o di collaborazione. A Napoli saranno professionalizzati cinque giovani con qualifiche riconosciute dal CONI, mentre altri progetti prevedono formazione per educatori, volontari, operatori sportivi, istruttori e animatori.
A queste attività si affiancano screening sanitari, supporto psicologico, educazione alimentare, percorsi sulla salute e sul benessere, iniziative interculturali e intergenerazionali. In alcuni casi lo sport diventa anche uno strumento per lavorare con le scuole, i servizi sociali e sanitari, le associazioni e gli enti locali.
La scelta di intervenire attraverso lo sport nasce anche da un quadro di disuguaglianze ancora evidente. Nel Mezzogiorno pratica sport con continuità il 16% della popolazione, rispetto al 25% della media nazionale. Tra gli 11 e i 17 anni, oltre il 28% dei ragazzi e delle ragazze del Sud non svolge attività fisica, una percentuale doppia rispetto a quella registrata nel Nord Italia. A questo si aggiunge il dato relativo alla spesa: oltre il 30% delle famiglie meridionali dichiara di non poter sostenere i costi di corsi o palestre.
È anche a partire da queste condizioni che la Fondazione con il Sud interpreta lo sport come uno strumento per intervenire sulle disuguaglianze territoriali e favorire nuove forme di partecipazione
Come sottolinea il presidente Stefano Consiglio: “Praticare sport non può essere un lusso per pochi, ma deve essere un diritto di tutti” E aggiunge: “Troppo spesso la mancanza di strutture e le difficoltà economiche trasformano l’attività fisica in una barriera invisibile che isola proprio chi avrebbe più bisogno di socialità. Sostenendo questi progetti la Fondazione con il Sud si impegna ancora una volta a puntare sullo sport come importante strumento di coesione e inclusione sociale, non solo attraverso il recupero di spazi che fino ad oggi non è stato possibile utilizzare, ma creando veri e propri presìdi di cittadinanza attiva e di salute”.
I 15 progetti sono sostenuti da partenariati che coinvolgono mediamente otto soggetti per iniziativa, per un totale di circa 130 realtà tra associazioni, cooperative, fondazioni, enti pubblici, imprese e società sportive dilettantistiche. Un elemento che caratterizza il programma è quindi anche la costruzione di reti locali attorno agli spazi e alle attività, con l'obiettivo di fare dello sport non soltanto un'attività da praticare, ma un'occasione per rafforzare le relazioni e la partecipazione nelle comunità.
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