Venture Studio italiani: 44 mln di fatturato e 350 mln di valore stimato per le startup co-fondate

Venture Studio italiani: 44 mln di fatturato e 350 mln di valore stimato per le startup co-fondate

Il 9 ottobre 2026, presso I3P – Incubatore del Politecnico di Torino, il team di ricerca del Social Innovation Monitor (SIM) e InnovUp ha presentato i risultati della seconda edizione del Report sui Venture Studio Italiani.

La presentazione si è svolta nell’ambito del Venture Studio Summit 2026, il primo evento in Italia interamente dedicato a questo settore, organizzato da InnovUp, l’associazione che dal 2012 rappresenta la filiera dell’innovazione italiana.

I risultati della ricerca sono stati illustrati in anteprima dal Prof. Paolo Landoni (PoliTo), dal Prof. Gabriele Santoro (UniTo) e da Stefano Richeri (PoliTo). Il rapporto è stato realizzato in collaborazione con InnovUp, in qualità di Main Partner, PNI Cube e Social Innovation Teams (SIT), con il supporto di Startup Bakery e Techbricks per l’elaborazione degli exemplary cases.

Un Venture Studio (VS) è un’organizzazione che contribuisce alla creazione e allo sviluppo di startup assumendo un ruolo di co-fondatore. In media, detiene il 40% del capitale delle imprese partecipate e interviene in modo significativo nel loro percorso di crescita.


Distribuzione geografica, settori e impatto sociale

La mappatura dell’ecosistema italiano mostra una concentrazione dei Venture Studio soprattutto in Lombardia, dove si trova il 50% delle realtà censite. Seguono Piemonte e Lazio, entrambi con una quota del 16%.

Dal punto di vista dei settori industriali, il 50% dei Venture Studio adotta una specializzazione verticale. Tra questi, le tecnologie digitali rappresentano l’ambito più diffuso, con il 30%, seguite dal deep tech, al 20%, e dai servizi finanziari, anch’essi al 20%. Healthcare, sostenibilità ed education completano il quadro, con una quota del 10% ciascuno.

La ricerca evidenzia inoltre una significativa attenzione alla generazione di valore sociale e ambientale: il 45% dei Venture Studio ha infatti creato startup capaci di produrre un impatto positivo in questi ambiti.

Sul piano economico, il fatturato complessivo dei Venture Studio italiani raggiunge i 44 milioni di euro, mentre il valore patrimoniale netto delle quote detenute nelle startup ammonta a 144 milioni di euro, pari a 3,3 volte il fatturato. Questo rapporto riflette le caratteristiche di un modello di business orientato alla creazione di valore patrimoniale nel lungo periodo attraverso le partecipazioni, con un peso dei ricavi correnti inferiore rispetto a quello di altri soggetti dell’ecosistema dell’innovazione.

Nel complesso, il valore stimato delle startup co-fondate dai Venture Studio supera i 350 milioni di euro.


Selezione delle idee e capacità di attrarre capitali

Un altro aspetto approfondito dal rapporto riguarda l’efficacia dei processi di selezione delle idee imprenditoriali. I dati mostrano un’elevata selettività nel passaggio dalle proposte iniziali alla costituzione di nuove imprese. Nel 2025, soltanto 25 delle 3.506 idee esaminate si sono trasformate in startup, con un tasso dello 0,71%, in diminuzione rispetto all’1,79% registrato nel 2024.

Nel corso del 2025, le startup co-create dai Venture Studio italiani hanno raccolto complessivamente circa 82 milioni di euro. Di questi, 31 milioni sono stati destinati alle startup co-fondate durante l’anno, mentre i restanti 51 milioni hanno riguardato round di follow-on per le imprese nate nel 2024.

A commentare i risultati è Paolo Landoni, Direttore scientifico della ricerca presso il Politecnico di Torino e il Social Innovation Monitor: “I Venture Studio italiani stanno crescendo, ma anche mantenendo, anzi rafforzando ulteriormente la propria selettività. I processi di selezione delle idee sono sempre più volti a massimizzare la probabilità di successo delle startup, adottando molteplici strategie complementari, che spaziano dall'analisi di mercato e delle tecnologie alla valutazione delle persone da coinvolgere nei team imprenditoriali. Grazie a questa selettività i Venture Studio dimostrano una grande efficienza operativa: per il 60% delle startup il percorso dall'idea alla costituzione dell'impresa si completa in un massimo di sei mesi, e il 95% si chiude entro l'anno”.

Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp, sottolinea invece la necessità di un riconoscimento formale per questi soggetti all’interno della filiera dell’innovazione italiana: “Startup Studio e Venture Builder sono attori relativamente nuovi, ma si stanno consolidando nella filiera dell’innovazione italiana. Nel 2025 i 62 Venture Studio attivi nel Paese hanno raggiunto risultati che dimostrano il potenziale di un modello capace di generare nuove imprese e accompagnarle nella crescita. Per valorizzarlo serve però un riconoscimento formale. Il Testo Unico per le Startup, attualmente in discussione, può essere l’occasione per estendere anche a Startup Studio e Venture Builder il riconoscimento già previsto per incubatori e acceleratori certificati, dando a questi attori un’identità chiara e creando le condizioni per politiche di sostegno adeguate”, ha dichiarato.

 

Il “Report sui Venture Studio italiani” è disponibile sul sito Social Innovation Monitor

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