ResQ-People Saving People: la nave della società civile italiana, dalla parte dell’umanità.

Foto dal sito www.resq.it
Mai, nella storia, si sono contate così tante vittime nella rotta migratoria tra Africa e Europa. Gli SOS di chi naufraga si perdono tra le onde, e la gente muore. Con il chiaro obiettivo di “restare umani” nasce a Milano ResQ-People Saving People, associazione e da pochi giorni anche Onlus, nata da un piccolo gruppo di amici, professionisti di varia natura che, stanchi di vedere morire migliaia di persone nel tentativo disperato di attraversare il Mediterraneo, hanno deciso di rompere il muro dell’indifferenza.
Il progetto vuole assicurare la presenza nel Mediterraneo Centrale di una nuova nave al 100% italiana per soccorrere i naufraghi, e testimoniare quanto accade, nel rispetto dei principi umanitari non negoziabili di Imparzialità, Neutralità, Umanità e Indipendenza. La bandiera italiana sarà ancora una volta emblema di accoglienza, riparo, salvezza, in onore della nostra splendida Costituzione.
Il progetto prevede principalmente due attività: una in mare e una in terra entrambe importantissime e in prima linea.
L’attività in mare prevede un team di professionisti e volontari per prestare soccorso e raccogliere le testimonianze di quanto accade a poche miglia dalle nostre coste. Questo sarà reso possibile grazie a una nave da circa 40 metri con 10 persone di equipaggio per il funzionamento, e 9 tra medici e infermieri, soccorritori, mediatori giornalisti e fotografi. Due gommoni veloci invece, assicureranno gli avvicinamenti alle imbarcazioni in difficoltà e il salvataggio dei passeggeri.
L’attività in terra consiste nell’informare l’opinione pubblica attraverso i media, le scuole e gli incontri pubblici per creare una società più consapevole, rispettosa dei Diritti Umani e accogliente.
Il progetto intero, ovvero l’acquisto e l’allestimento di una nave per attività di Search and Rescue, e il suo finanziamento per un anno, costano 2,1 M di euro. La cifra minima per avviare il progetto è di 1 M di euro, ovvero il costo della nave, della preparazione, allestimento e il funzionamento per i primi 3 mesi di attività. Si tratta di una cifra importante, che sarà raccolta attraverso donazioni sul sito www.resq.it e campagne di crowdfunding.

Immagine dal sito www.resq.it
“Ad oggi ResQ conta 130 associati. Contiamo di diventare 1.000 prima della fine dell’estate. L’imbarco dei mille sarà lo slogan di questa campagna associativa dedicata a tutti gli italiani che non vogliono più rimanere a guardare di fronte a queste inutili stragi. Sappiamo che quello che ci proponiamo di fare è un’impresa complessa, difficile. Ma da quando è nata l’associazione, giorno dopo giorno, abbiamo trovato e continuiamo a trovare sempre nuovi compagni di strada: volti noti e persone comuni, ingegneri, studenti, magistrati, pensionati, giornalisti, scrittori, operatori umanitari, persone di religioni diverse mosse tutta dal valore fondamentale del diritto alla vita” – spiega Luciano Scalettari, Presidente di ResQ.
“Quando si è ventilata l’ipotesi di mettere in mare una nave per salvare le persone che affogano mi sono chiesto: se stessi annegando vorrei che qualcuno venisse a salvarmi? Ho risposto sì, sia alla domanda sia alla nave” – rimarca Gherardo Colombo, presidente Onoriario di ResQ.
Anche il presidente della Fnsi Beppe Giulietti e l’Associazione Articolo21 sono a fianco del progetto poiché troppi giornalisti sono stati minacciati, o sono sotto scorta per le loro inchieste sulla Libia, a testimonianza evidente che i migranti sono vittime di affari loschi. E’ quindi un dovere essere solidali con chi salva i naufraghi, e con chi dà risalto alle inchieste giornalistiche che svelano il business criminale.
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