Arte Sella: la montagna come museo a cielo aperto
La donna invisibile, Cédric Le Borgne - Ph Giacomo Bianchi. Fonte Facebook Arte Sella 

Arte Sella: la montagna come museo a cielo aperto

 

La donna invisibile, Cédric Le Borgne - Ph Giacomo Bianchi. Fonte Facebook Arte Sella 

 

Nella lotta alla desertificazione delle aree interne apre le danze la prima categoria di caso di studio di rilievo presa in esame nella ricerca “50 Visioni Comuni”  (iniziativa sostenuta da Fondazione Hubruzzo e promossa da Carsa  che affronta il tema del neo-popolamento delle aree d'Italia interessate da processi di indebolimento economico, sociale e demografico) e dedicata al tema “Abitare temporaneo, arte e incrocio tra saperi”.

 

Il primo progetto individuato dalla ricerca è caratterizzato da un mood avanguardista: si tratta di “Arte Sella: the contemporary mountain”.


Associazione Arte Sella nasce nel 1986 nel Trentino orientale, precisamente in Valsugana. Già quasi quarant’anni fa, secondo i fondatori, la montagna si rivelava infatti il luogo più adatto per allestire uno spazio espositivo permanente, una rassegna d’arte contemporanea a cielo aperto.

 

 

Caratterizzata da visione lungimirante e azzardata, Arte Sella anticipa gli attuali temi di neo-popolamento dei borghi e di rigenerazione degli spazi marginali, offrendo servizi e opportunità in un parco che fonde la natura con l'arte, la musica, la danza e lo sviluppo sostenibile

 

 

 

 Negli anni Arte Sella ha collaborato con più di 300 artisti, generando flussi in continuo aumento e ripopolando l’area locale con attività collaterali e produttive.

Tra i suoi principi cardine:

  • L’artista non è protagonista assoluto dell’opera d’arte, ma accetta che la natura completi la sua opera;
  • La natura va difesa, perché conserva la memoria;
  • La natura viene protetta e interpretata;
  • Le opere sono realizzate per la maggior parte in materiali naturali.



Ulteriore nota di merito: dal 2021 Arte Sella ha lanciato una particolare iniziativa green e sostenibile, il Tree Ticket. Per accedere ai concerti organizzati dall'associazione, infatti, si richiede l’adozione di un albero che verrà poi piantato nell'area circostante per compensare più CO2 di quella emessa dall’evento e restituire biodiversità al territorio. Insomma, biglietti pagati in alberi!

 

 

Quanti di voi avevano già incontrato questo progetto? Conoscete luoghi in cui potrebbe essere replicato?

 

 

 

Testo a cura di:

Simone D’Alessandro. Rtd/A di Sociologia Generale e Docente di Sociologia dei Processi Creativi presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. Direttore Ricerche pro bono di Hubruzzo Fondazione Industria Responsabile. Già Direttore Operativo di Carsa. Tra le sue 122 pubblicazioni: Local Development and Creative Project Communities, Studi di Sociologia n. 1/2023. Towards a Sociology of Innovation Ecosystems: Decision-Making under Uncertainty between Social Construction and Bounded Rationality, Italian Sociological Review Vol. 12, n. 3, 2022; Creative Actions and Organization: Towards a Reflexive Sociology of Serendipity, Cambridge Scholar Publishing, 2021; Ripartire dai borghi per cambiare le città, Franco Angeli, Milano, 2020; Dalle maggioranze silenziose alle identità neuronali: la post-società degli ibrividui, in La Critica Sociologica, Vol 214, N. 2; La ricostruzione Post-Sisma della città de L’Aquila come fenomeno mediatico in Sociologia e Politiche Sociali n. 3, 2019 www.hubruzzo.net – www.simonedalessandro.com – www.carsa.it – simone.dalessandro74(@)gmail.com

Donatella D’Anniballe, laureata in Lingue, culture e traduzione letteraria con un master di I livello in Environmental Management and Communication e un master in Social Media Marketing. Ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura online, facendo pratica sul primo blog aperto nel 2006. Oggi racconta storie e valori strategici di realtà online su social network, blog e siti web. Ha piantato 14 alberi nel mondo; dopo 19 anni ha ricominciato a suonare il pianoforte e sogna di scrivere un libro (anche più di uno). 

 

Per approfondire:

"Visioni Comuni": le buone pratiche del neo-popolamento in Italia

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