Genova Pontedecimo: sostenibilità, formazione e inclusione nella casa circondariale
La sostenibilità può diventare uno strumento concreto di crescita per le persone e per i territori, soprattutto quando si traduce in progetti capaci di generare opportunità, relazioni e valore condiviso. In questa prospettiva si inserisce l’intervento realizzato presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, dove la cura della natura si intreccia con percorsi di inclusione sociale, formazione professionale e sostegno alla genitorialità.
L’iniziativa nasce dalla convinzione che il carcere non sia soltanto un luogo di pena, ma uno spazio in cui costruire nuove possibilità e rafforzare il dialogo con il territorio. Attraverso la riqualificazione di alcune aree dell’istituto e la creazione di nuove opportunità formative, il progetto punta a trasformare la rigenerazione ambientale in un motore di crescita personale e reinserimento sociale.
Realizzato con il sostegno di Timossi Beverage & Food Solution, azienda leader nella distribuzione e logistica, nell’ambito della Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso promossa da AzzeroCO2 e Legambiente, il progetto ha portato alla creazione di un lavandeto e alla riqualificazione dell’area colloqui all’aperto dell’istituto penitenziario.
All’evento hanno partecipato Fabio Gregorio, Consigliere del Comune di Genova, Paola Penco, Direttrice della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, Nicoletta Marzi, Responsabile marketing e comunicazione del Gruppo Timossi, e Nicola Merciari, Responsabile commerciale dell’area sostenibilità di AzzeroCO2.
Un lavandeto per la formazione e il reinserimento lavorativo
Il primo intervento ha previsto la messa a dimora di 200 piante di lavanda all’interno dell’istituto, accompagnata dalla fornitura di un estrattore destinato alla produzione di oli essenziali.
Il lavandeto rappresenterà il cuore di un percorso formativo gestito dall’associazione Seconda Chance, realtà non profit impegnata a livello nazionale nel reinserimento lavorativo delle persone detenute. L’associazione svilupperà specifici percorsi professionalizzanti, offrendo ai partecipanti competenze spendibili nel mondo del lavoro.
I prodotti ottenuti saranno messi a disposizione dell’associazione che gestisce le attività interne, contribuendo ad amplificare il valore sociale dell’iniziativa. L’obiettivo è duplice: favorire l’acquisizione di competenze professionali e promuovere un percorso di crescita personale fondato sulla responsabilità, sulla cura e sull’autonomia, elementi essenziali per il futuro reinserimento lavorativo.
Un’area colloqui più accogliente per le famiglie
Accanto al progetto formativo è stata realizzata la riqualificazione dell’area colloqui all’aperto, uno spazio particolarmente importante per le mamme detenute e per i bambini e le bambine che partecipano agli incontri familiari.
Per migliorare la vivibilità dell’area, soprattutto nei mesi più caldi, sono stati piantati 10 alberi di ciliegio e installato un gazebo in grado di creare nuove zone d’ombra. Lo spazio è stato inoltre arricchito con giochi inclusivi e sensoriali realizzati in plastica riciclata post-consumo, all’interno di un virtuoso processo di economia circolare.
L’intervento contribuisce così a rendere l’ambiente più accogliente e adatto ai più piccoli, trasmettendo al tempo stesso un messaggio educativo legato alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.
Un progetto che unisce inclusione sociale e tutela della biodiversità
L’iniziativa realizzata presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo rientra nella Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, un programma che coniuga integrazione sociale e rigenerazione ambientale, promuovendo la tutela della biodiversità e la collaborazione tra soggetti diversi per generare valore umano, ambientale, economico e civico.
“Iniziative come questa rappresentano per noi un modo concreto di interpretare la sostenibilità come creazione di valore per il territorio e per le persone. Come azienda, siamo sempre più orientati a integrare in modo strutturato nelle nostre strategie i principi ESG - ambientali, sociali e di buona governance -, promuovendo progetti capaci di generare impatti positivi e duraturi. Crediamo che il ruolo delle imprese sia anche quello di contribuire attivamente alla crescita delle comunità ed è in questa direzione che continuiamo a impegnarci, affiancando all’attenzione per la tutela dell’ambiente uno sguardo responsabile alla dimensione sociale della sostenibilità” ha spiegato Barbara Sanna, responsabile Pubbliche Relazioni e referente ESG del Gruppo Timossi.
“Con la Campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso, promuoviamo la cura della natura come strumento di inclusione e rigenerazione, sia per gli spazi che per le persone. Il progetto coniuga infatti integrazione sociale e attenzione alla biodiversità, mettendo in relazione competenze e valori per produrre un impatto reale sul piano umano, ambientale ed economico - ha commentato Nicola Merciari, Responsabile commerciale dell’area sostenibilità di AzzeroCO2. - Nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, questo principio si è tradotto in un intervento che agisce in modo sinergico sulla crescita professionale e sulla sfera personale dei detenuti. Insieme abbiamo trasformato alcuni spazi dell'istituto in luoghi che favoriscono l'acquisizione di nuove competenze e proteggono il tempo dedicato alla famiglia. È così che la rigenerazione fisica diventa un tassello di un percorso per la reintegrazione sociale delle persone”.
"L’iniziativa inaugurata oggi” - afferma la Dott.ssa Paola Penco, Direttore della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo - “incarna pienamente la finalità rieducativa della pena e il valore di un carcere capace di dialogare in modo virtuoso con il territorio. Per un verso, il progetto del lavandeto offre uno strumento concreto di formazione e riscatto professionale, insegnando il valore della cura e restituendo dignità attraverso l'acquisizione di nuove competenze; per un altro, la riqualificazione dell'area colloqui all'aperto risponde a un'esigenza per noi essenziale: tutelare i legami affettivi e il diritto alla genitorialità, garantendo ai bambini uno spazio verde, accogliente e sereno in cui poter incontrare le proprie madri. Quando il rispetto per l'ambiente si sposa con l'impegno sociale, e la rete delle imprese e dell'associazionismo sceglie di varcare concretamente le mura penitenziarie, la rigenerazione degli spazi diventa la metafora perfetta di un'autentica opportunità di rinascita umana e di investimento per il futuro dell'intera comunità."
“Questo progetto dimostra che il carcere non deve essere considerato soltanto un luogo di pena, ma un luogo in cui si costruiscono percorsi, relazioni e possibilità. È un lavoro importante che la Casa Circondariale di Pontedecimo porta avanti ogni giorno grazie all’impegno della sua direzione e di tutto il personale, che desidero ringraziare sinceramente – ha concluso Fabio Gregorio, Consigliere del Comune di Genova - “È fondamentale che il carcere non resti separato dal tessuto del territorio, ma continui a dialogare con la città, con le imprese, con le associazioni e con la comunità. Per questo è importante che aziende come Timossi, AzzeroCO₂ e altri partner scelgano di investire in progetti di questo tipo, creando reti positive tra il mondo produttivo, il territorio e le persone. Per iniziative come questa, l’Amministrazione comunale sarà sempre al fianco della direzione del carcere, delle aziende e di tutti i soggetti che scelgono di investire in percorsi capaci di generare valore sociale, ambientale e umano per tutta la comunità.”
Un modello di rigenerazione che crea valore condiviso
Il progetto sviluppato a Genova Pontedecimo mostra come sostenibilità ambientale e inclusione sociale possano procedere insieme, trasformando spazi fisici in opportunità concrete per le persone. La cura della natura diventa così uno strumento di formazione, crescita e reinserimento, mentre la riqualificazione degli ambienti contribuisce a rafforzare relazioni familiari e percorsi di autonomia.
L’esperienza conferma inoltre il valore di una collaborazione tra istituzioni, imprese e terzo settore capace di generare benefici duraturi per la comunità. In questo contesto, il carcere si afferma come un luogo aperto al dialogo con il territorio, dove la finalità rieducativa della pena si traduce in percorsi concreti e la sostenibilità diventa una leva di sviluppo umano, sociale e ambientale.
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