Il modello AttivAree di Fondazione Cariplo: rigenerare il territorio combinando saperi e settori
Fonte pagina Facebook AttivAree 

Il modello AttivAree di Fondazione Cariplo: rigenerare il territorio combinando saperi e settori

 All'interno delle dieci categorie di ricerca individuate e analizzate da Fondazione Hubruzzo nel progetto “50 Visioni Comuni”, la settima vede protagonisti i paesi che sono stati in grado di rigenerarsi grazie al sostegno di Fondazioni, imprese e ricerca.

 Tra gli esempi di realtà presentate troviamo Fondazione Cariplo con AttivAree, programma intersettoriale nato nel 2016 per riattivare le aree marginali delle Valli Trompia e Sabbia, in provincia di Brescia, e dell’Oltrepò Pavese e aumentarne l’attrattività per residenti, potenziali investitori e poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse della comunità e valorizzando il patrimonio ambientale e culturale locale.

 I territori interessati dalle azioni della Fondazione e del programma AttivAree hanno portato avanti progetti di crescita sociale, culturale ed economica attraverso operazioni ben mirate, in grado di favorire la promozione di processi partecipativi e lo sviluppo di rapporti tra aree interne ed aree urbane, valorizzare il ruolo e le competenze del Terzo Settore, promuovere il riuso di infrastrutture già esistenti per scoraggiare il consumo di ulteriore suolo.

 

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Fonte pagina Facebook AttivAree

 

L'esperienza con AttivAree ha portato alla nascita di un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e misurabile, riconosciuto anche all’estero (e narrato all'interno del saggio "AttivAree. Un disegno di rinascita delle aree interne" a cura di Giorgio Osti e Elena Jachia, edito da Il Mulino), che, attraverso pratiche di innovazione digitale, turismo etico, rigenerazione degli spazi abbandonati ed inclusione sociale, ha ottenuto risultati positivi sia in termini di riqualificazione e manutenzione dei territori che per il neo-popolamento degli stessi.

 

Tale lavoro sinergico tra enti e comunità, come quello tra Fondazione Cariplo e i suoi territori di riferimento, può essere di ispirazione per la policy nazionale, oltre ad essere replicabile in altre aree europee.

 

 

Testo a cura di:

Simone D’Alessandro. Rtd/A di Sociologia Generale e Docente di Sociologia dei Processi Creativi presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. Direttore Ricerche pro bono di Hubruzzo Fondazione Industria Responsabile. Già Direttore Operativo di Carsa. Tra le sue 122 pubblicazioni: Local Development and Creative Project Communities, Studi di Sociologia n. 1/2023. Towards a Sociology of Innovation Ecosystems: Decision-Making under Uncertainty between Social Construction and Bounded Rationality, Italian Sociological Review Vol. 12, n. 3, 2022; Creative Actions and Organization: Towards a Reflexive Sociology of Serendipity, Cambridge Scholar Publishing, 2021; Ripartire dai borghi per cambiare le città, Franco Angeli, Milano, 2020; Dalle maggioranze silenziose alle identità neuronali: la post-società degli ibrividui, in La Critica Sociologica, Vol 214, N. 2; La ricostruzione Post-Sisma della città de L’Aquila come fenomeno mediatico in Sociologia e Politiche Sociali n. 3, 2019 www.hubruzzo.net – www.simonedalessandro.com – www.carsa.it – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Donatella D’Anniballe. Laureata in Lingue, culture e traduzione letteraria con un master di I livello in Environmental Management and Communication e un master in Social Media Marketing. Ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura online, facendo pratica sul primo blog aperto nel 2006. Oggi racconta storie e valori strategici di realtà online su social network, blog e siti web. Ha piantato 14 alberi nel mondo; dopo 19 anni ha ricominciato a suonare il pianoforte e sogna di scrivere un libro (anche più di uno). 

 

Per approfondire:

"Visioni Comuni": le buone pratiche del neo-popolamento in Italia 

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